I dati del Report Venture Capital Monitor – VeM sulle operazioni di Venture capital nel mercato italiano, realizzato da Università LIUC e AIFI
Il 2025 per l’innovazione in Italia si è concluso con 345 operazioni, incluse quelle iniziali e di follow on, evidenziando un incremento del 15% rispetto alle 300 del 2024.
Questo dato è emerso dal Venture Capital Monitor – VeM, che analizza le attività di venture capital nel mercato nazionale, realizzato da Università LIUC e AIFI.
Sono stati investiti 2,2 miliardi di euro, divisi tra i round di raccolta di startup italiane (1,6 miliardi) e fondi che supportano entità estere guidate da italiani (600 milioni).
“Ci auguriamo che nei prossimi anni il nostro mercato possa fare un significativo progresso sia in termini quantitativi che qualitativi, grazie anche a una collaborazione efficace tra tutti gli attori della catena dell’innovazione”, ha dichiarato Giovanni Fusaro, Direttore dell’Osservatorio VeM.
Come nei precedenti anni, la Lombardia rimane la regione con il maggior numero di aziende target, totalizzando 99, il che corrisponde al 48% del mercato (era il 36% nell’anno 2024 con 70 aziende). Seguono il Lazio con una quota dell’8% e il Piemonte con il 6%.
Considerando le aree di intervento, il settore ICT continua a essere al centro dell’attenzione per gli investitori in venture capital, rappresentando il 40% delle aziende target. Il settore ICT è composto per il 29% da investimenti in startup nel campo dei servizi digitali per i consumatori e per il 71% in imprese che si concentrano sulle tecnologie per le aziende.
Inoltre, l’11% delle aziende che hanno ricevuto investimenti iniziali si è diretto verso il settore Energia e Ambiente, mentre il 10% ha riguardato il Fintech; le Biotecnologie e la salute attirano circa l’8% degli investimenti ciascuno.
Giovanni Lombardi Stronati

