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Tg Ambiente, edizione del 13 febbraio 2024

VeneziaTg Ambiente, edizione del 13 febbraio 2024

NEL 2023 18 CITTÀ SU 98 SOPRA LIMITI GIORNALIERI PM10

Nel 2023 su 98 città monitorate, 18 hanno superato i limiti normativi per gli sforamenti di PM10 (35 giorni all’anno con una media giornaliera superiore ai 50 microgrammi/metro cubo). Erano state 29 le città fuorilegge nel 2022 e 31 nel 2021. In testa alla classifica delle città c’è Frosinone con 70 giorni di sforamento, seguita da Torino con 66, Treviso 63 e Mantova, Padova e Venezia con 62. Sono i dati del report di Legambiente ‘Mal Aria di città’, redatto nell’ambito della Clean Cities Campaign. Nonostante una riduzione dei livelli di inquinanti atmosferici nel 2023, grazie anche a condizioni meteorologiche ‘favorevoli’, ci sono comunque ritardi rispetto alla capacità di adeguamento ai valori più stringenti proposti dalla revisione della Direttiva europea sulla qualità dell’aria che entrerà in vigore dal 2030 e soprattutto rispetto ai valori suggeriti dall’Organizzazione mondiale della Sanità. Se il 2030 fosse già qui, il 69% delle città risulterebbe fuorilegge per il PM10.

COPERNICUS: GENNAIO 2024 È STATO IL PIÙ CALDO DI SEMPRE

Lo scorso è stato il gennaio più caldo mai registrato a livello globale, con una temperatura media dell’aria superficiale di 13.14 gradi, 0.70 gradi al di sopra della media del periodo compreso tra il 1991 e il 2020 per il mese di gennaio e 0.12 gradi al di sopra della temperatura del precedente gennaio più caldo, quello del 2020. Copernicus, come fa ormai ogni mese, aggiorna i record di temperatura del Pianeta. Ogni mese o quasi, infatti, è ormai il più caldo nella sua categoria. Gennaio 2024 è stato più caldo di 1.66 gradi rispetto alla stima della media di gennaio per il periodo compreso tra il 1850 e il 1900, il periodo di riferimento preindustriale. La temperatura media globale degli ultimi dodici mesi (febbraio 2023-gennaio 2024) è la più alta mai registrata, con 0.64 gradi al di sopra della media del periodo compreso tra il 1991 e il 2020 e 1.52 gradi al di sopra della media preindustriale tra il 1850 e il 1900. Ciò significa anche che tutti e dodici gli ultimi dodici mesi sono stati al di sopra del limite di riscaldamento di +1.5 gradi deciso con l’Accordo di Parigi siglato alla Cop21 del 2015.

DRAMMATICO DECLINO UCCELLI ZONE AGRICOLE, -36%

Meno 36% nel complesso degli ambienti agricoli in Italia, addirittura meno 50% in Pianura Padana. Sono ancora peggiori dell’anno precedente i nuovi dati 2023 sulla presenza di uccelli nelle zone agricole, a conferma che il Green Deal e la transizione ecologica devono proseguire senza indugi e anzi rafforzarsi, sapendo conciliare le esigenze della produzione agricola con l’indispensabile tutela della biodiversità. Per la Lipu, che ha diffuso il report, urge l’approvazione di quelle norme europee che possono ridare spazio alla biodiversità prevedendo il ripristino di ambienti andati distrutti (elementi del paesaggio, zone umide di pianura) e un rafforzamento della Pac in difesa dell’ambiente, ripristinando per esempio l’opzione del 4% dei terreni da lasciare incolti, “troppo frettolosamente posticipata”, ha affermato l’associazione. L’agricoltura intensiva degli ultimi decenni ha portato al crollo di specie in passato molto presenti, come la rondine (-51%), l’allodola (-54%) o la passera d’Italia (-64%), più che dimezzate, e la quasi scomparsa di specie come l’averla piccola (-72%), il saltimpalo (-73%), il torcicollo (-78%), il calandro (-78%).

FUSIONE NUCLEARE, NUOVO RECORD DEL TOKAMAK EUROPEO JET

Il Joint European Torus, noto come Jet, il più grande esperimento di fusione nucleare al mondo, ha ottenuto un nuovo record di energia prodotta durante l’ultima e conclusiva campagna sperimentale, dimostrando la capacità di generare in modo affidabile energia da fusione. Il consorzio europeo Eurofusion ha infatti annunciato che il 3 ottobre 2023 si sono ottenuti 69 megajoule di energia con 0,2 milligrammi di combustibile nell’arco di 5 secondi, superando il precedente record mondiale di 59 MJ del 2022. Al successo degli esperimenti hanno contribuito i principali laboratori europei coordinati da Eurofusion. L’Italia è partner con Enea, il Consiglio nazionale delle ricerche – principalmente tramite l’Istituto per la scienza e tecnologia dei plasmi Cnr-Istp – il Consorzio Rfx e alcuni atenei. Il Jet ha così concluso la sua vita sperimentale. È stato il più grande impianto a fusione europeo, l’unico in grado di operare con una miscela di combustibile composto da deuterio e trizio, la stessa miscela ad alte prestazioni che verrà utilizzata nelle future centrali a fusione.

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