Sanità, allarme trasporto 118 in Campania

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Sanità, allarme trasporto 118 in Campania

Guido Bourelly chiede controlli immediati

“Le gravi criticità emerse nelle ultime settimane nel servizio di emergenza territoriale 118 nell’area Napoli 1 Centro, insieme alle problematiche che stanno interessando i territori di Caserta e della costiera, non sono episodi isolati, ma l’ennesima manifestazione di una distorsione strutturale che da anni incide sul corretto funzionamento del trasporto sanitario in Campania. È il momento di un’operazione verità: la Regione attivi subito il Servizio Ispettivo e si passi a controlli capillari su tutto il sistema”. Così Guido Bourelly, amministratore del Gruppo Bourelly, interviene sulla crisi che sta attraversando il comparto.

Secondo Bourelly, si tratta di una situazione che affonda le radici nel tempo e che gli operatori del settore denunciano da anni senza che vi sia mai stato un intervento realmente risolutivo. Le tensioni sindacali, le criticità nell’applicazione dei contratti collettivi, le disparità tra operatori economici e soggetti del terzo settore e le problematiche nei meccanismi di affidamento dei servizi stanno progressivamente indebolendo un sistema già fragile.

In questo contesto si inserisce il Decreto Dirigenziale n. 111 del 18 marzo 2026, con cui la Regione Campania ha disposto la riorganizzazione del Servizio Ispettivo Sanitario e Socio-Sanitario, istituendo un nucleo multidisciplinare incaricato di attività di vigilanza, controllo e verifica sulle strutture pubbliche e private accreditate. Un provvedimento che, anche alla luce dei recenti episodi che hanno colpito il sistema sanitario regionale, rappresenta un passo importante verso maggiore trasparenza e responsabilità.

L’iniziativa viene accolta positivamente, ma secondo Bourelly non è più sufficiente limitarsi agli annunci. È necessario che il Servizio Ispettivo operi in modo immediato, sistematico e capillare, estendendo le verifiche a tutto il comparto, incluso il settore del trasporto sanitario, dove persistono criticità che rischiano di compromettere la qualità del servizio e la sicurezza dei cittadini.

Tra i punti da verificare con urgenza vi sono il rispetto dei contratti collettivi di lavoro, la corretta qualificazione degli operatori, la trasparenza delle procedure di affidamento e la sostenibilità organizzativa ed economica dei servizi. Il nodo centrale resta quello delle condizioni di concorrenza: le imprese che operano nel rispetto delle regole e investono in qualità e personale qualificato si trovano oggi a competere in un contesto segnato da evidenti squilibri.

Il rischio, avverte Bourelly, è quello di arrivare a situazioni di blocco del servizio pubblico, con conseguenze gravi per l’intero sistema sanitario regionale. Per questo l’appello è chiaro: serve un’azione decisa, con controlli estesi a tutti i soggetti, interventi immediati in caso di irregolarità e un ruolo attivo della politica per ristabilire condizioni di equità, legalità e trasparenza.

La posta in gioco è alta: la tutela della salute dei cittadini, la dignità dei lavoratori e la sopravvivenza delle imprese sane non possono più essere compromesse da criticità che si trascinano da troppo tempo.