Regione Lombardia, Baffi da Renzi e Fdi: “Nel Pd per lui, ora piangerà”

MILANO – “In queste settimane di confronto ho toccato con mano che lealtà, correttezza e rispetto sono dei valori fondanti in questa comunità politica e questo per me è un valore senza il quale non avrei mai preso questa decisione”. Patrizia Baffi, consigliera lombarda eletta con il Pd nel 2018 prima di migrare dopo pochi mesi in Italia Viva, oggi aderisce a Fratelli d’Italia, e motiva in questo modo la propria scelta, ufficializzata oggi con una conferenza stampa nella sede del partito in corso Buenos Aires, a Milano.

Un salto triplo e carpiato quello della politica codognese, salita alla ribalta nel corso del breve regno come presidente della commissione d’inchiesta Covid chiesta nella primavera 2020 dalle opposizioni lombarde. Baffi, allora esponente di opposizione, fu infatti nominata presidente con soli voti di maggioranza, innescando un corto circuito che portò la allora renziana a dimettersi, pressata dalle critiche di PD e M5S.

“Io sono stata definita una renziana di ferro e in questo momento chi dovrebbe piangere di più è Matteo Renzi”, risponde Baffi a chi le chiede il motivo del passaggio da sinistra a destra. Un amore, quello tra Baffi e i dem, mai nato, almeno stando a quanto afferma la politica lodigiana. “Feci la tessera del Pd non per il Pd, ma perché mi convinse Renzi quando portò la sua politica del fare che è quella in cui mi riconosco io, non ideologica”. Detto ciò, “io sono sempre stata questa, il Pd lo sapeva… Evidentemente non piacevo tantissimo all’area a cui appartenevo”, sottolinea, riconoscendo che con i dem “abbiamo fatto sempre un po’ fatica a comprenderci”, fino agli attacchi che Baffi dice di aver subito dagli ex compagni “quando ho seguito in maniera del tutto naturale Matteo Renzi in Italia Viva”.

Insomma, un distacco di natura ideologica, o meglio un mancato attacco, visto che, per stessa ammissione del neoesponente di FdI, l’idillio con il centrosinistra non è mai nato. “Ci siamo allontanati con IV sulle posizioni delle mozioni di sfiducia e poi la questione della commissione d’inchiesta”, aggiunge, motivando gli attriti con l’area di rappresentanza per evidente lontananza di obiettivi. “Dal 21 febbraio il mio è stato quello di far rialzare la Lombardia”, spiega il suo di obiettivo Baffi, convinta che FdI incarni al meglio il suo modo di essere. “Ci siamo allontanati perché invece l’area di centrosinistra aveva l’obiettivo di conquistare la Lombardia- dice- mentre io ho sempre lavorato e lavorerò fino alla fine per farla rialzare, e non per una campagna elettorale”.

Intanto, la coordinatrice regionale di Fratelli d’Italia, Daniela Santanchè, non esclude altri nuovi arrivi nella compagine lombarda. “Stiamo parlando con altri consiglieri che sono vicini al nostro modo di fare, per cui confido che nel prossimo futuro potremmo avere altri ingressi”, afferma la senatrice.

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