La protesta luminosa sabato 13 alle ore 18:00
Sabato 13 dicembre alle ore 18 a largo San Giovanni Maggiore Pignatelli saranno accese le luci. Non quelle di Natale, ma le luci che andranno a illuminare a giorno il largo più discusso, complicato, controverso e vero di Napoli.
L’azione di rivalutazione dell’associazione Artèteka e del Kestè sono note, hanno realmente trasformato una piazza da parcheggio buio e pericoloso in area pedonale, verde con alberi.
Cosa sta accadendo dunque?
In seguito a una serie di eventi violenti occorsi negli ultimi tempi è stata redatta una denuncia/esposto a firma del parroco di San Giovanni Maggiore Pignatelli, don Salvatore Giuliano, del rettore dell’università l’Orientale Roberto Tottoli, di Fabrizio Caliendo presidente dell’associazione Artèteka e Ivan D’Ambrosio dell’associazione Decumano del Mare.
Tale esposto è stato inviato al sindaco e al prefetto affinché si intervenisse prontamente per risolvere una serie di problemi, primo tra tutti la gravissima situazione che umilia il quartiere il sabato sera.
Spaccio, mal costume, droga, violenza, alcool minorile, risse e un’emergenza sanitaria legata alla presenza di una vera e propria discarica in via de marinis.
L’esposto chiede collaborazione per l’organizzazione di eventi, Maggiore presenza istituzionale e di polizia, azioni mirate a cambiare l’utenza, ma soprattutto intervenire su chi avvelena il territorio con la vendita di alcolici a basso prezzo e a minorenni.
Il sabato, giorno in cui saranno accese le luci, è il giorno della follia in cui anche le forze dell’ordine e la polizia municipale sono incapaci di contrastare la folla di ragazzini che invadono e violentano l’area, insieme a spacciatori e violenza.
Purtroppo nulla o quasi nulla è stato fatto.
La situazione è rimasta gravissima, motivo per cui informarti hanno deciso di rendere pubblico l’esposto e di “fare luce”.
“Lo scorso sabato una mia collaboratrice stata picchiata a sangue e derubata. Sempre da alcuni nordafricani io sono stato minacciato con un coltello in pancia mentre ero intendo a soccorrere un ragazzo in coma etilico. Stavo chiamando polizia e ambulanza, mi hanno bloccato e minacciato dicendo che quella era ” zona loro” e che nessuno doveva venire”. Purtroppo troppi sono gli eventi che poteri raccontare e tanto è l’avvilimento e lo stress a cui siamo soggetti. È diventato impossibile lavorare.
Racconta Fabrizio Caliendo.
Di qui la decisione di rafforzare l’illuminazione in piazza che di rendere pubblico l’esposto, visto che la nostra discrezione e tentata collaborazione istituzionale non è servita a nulla!
“Abbiamo messo altri fari in piazza, ora la luce è tanta. Vogliamo fare la differenza, come da anni. Ma è fondamentale che le istituzioni ci sostengano nelle nostre azioni e progettualità.
Nessuno conosce meglio di noi questo territorio e ci sono tante persone, residenti, commercianti e studenti che sono attivi per respingere questa ennesima ondata di criminalità e malcostume” racconta Roberta Inarta, residente e segretaria dell’associazione Artèteka.
PORTIAMO LUCE SU SAN GIOVANNI MAGGIORE, ILLUMINIAMO PARTENOPE!
Il senso è chiedere alle istituzioni il perché di questa latitanza, questa mancanza totale di ascolto e collaborazione, oltre a risolvere il problema della mancanza di illuminazione.
“Perché siamo lasciati soli a noi stessi, nonostante i progetti, l’attivismo, le molte azioni?
In piazza è stato allestito un albero di natale con cartoni reperiti in discarica e con gli alberi che sono caduti a causa della mancanza di cura. Una forma di protesta per segnalare che il Natale a largo San Giovanni non è arrivato.
Qui le luminarie non sono arrivate neanche quest’anno, dunque faremo luce noi e il nostro albero sarà il simbolo di quanta cura e ascolto ha messo l’amministrazione.
I senza tetto a largo San Giovanni sono diventati stanziali. Con cani, coperte e tutto il degrado che portano con loro.
“Se la società civile e attiva viene ignorata, chi dunque è meritevole di ascolto e sostegno?”
Conclude Fabrizio Caliendo


