Laura Grillo, comandante della forestale di Siena, si toglie la vita a soli 28 anni

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Quella dei suicidi nel mondo militare è una strage avvolta dal silenzio e ingabbiata nel sospetto. Un fenomeno che presenta una fitta rete di domande a cui nessuno sembra aver mai voluto dare delle risposte.

Se si guarda ai dati e si leggono i numeri ci si accorge che il problema ha una pendenza sempre più crescente. Solo l’anno scorso, si sono registrati ben 39 suicidi tra poliziotti, carabinieri e finanzieri. Ad oggi, si contano 11 eventi suicidari nelle forze dell’ordine, l’ultimo di questi avvenuto a Siena, proprio il 16 luglio.

Laura Grillo, giovane e appassionata comandante del nucleo forestale dei carabinieri del Radda nel Chianti, si è tolta la vita all’interno del suo alloggio in caserma. Molti sono gli elementi da chiarire, ancor di più le motivazioni che avrebbero spinto la donna a spararsi un colpo alla testa con la sua pistola d’ordinanza.

E’ l’ennesimo dramma che lascia sgomenti familiari, amici e colleghi, ma che ha radici profonde nel tessuto relazionale e professionale nel quale si forma e lavora chiunque porti una divisa.

Laura, a soli 28 anni ricopriva già un incarico di grande responsabilità, rapportandosi con impegno e dedizione a situazioni di una certa complessità. Si attendono ora gli esami autoptici per capire meglio la dinamica della morte e per ufficializzare le note sul decesso che per il momento ipotizzano il suicidio.

Tuttavia i dubbi al riguardo sono pochi e come dichiarato dal Nuovo Sindacato Carabinieri, è quanto mai necessario e urgente richiamare l’attenzione sulle condizioni psicologiche di molti carabinieri e poliziotti, spesso vittime silenti di abusi e vessazioni inaccettabili.

Il clima di tensione nelle caserme e nelle Scuole Allievi, è alimentato da fenomeni come abusi di potere e nonnismo, capaci di portare al burnout o nella peggiore delle ipotesi al suicidio molte persone. Inoltre la quasi totale assenza di collaborazione e interessamento tra colleghi e superiori potenzia lo scudo dietro al quale si cela qualsiasi tipo di disagio.

Risulta pertanto essenziale un servizio di supporto psicologico attivo che disponga di uno sportello a cui rivolgersi, un’iniziativa che svolge da quattro anni Unarma e che ha registrato numerosi accessi. E’ quanto mai urgente parlare e abbattere un muro che si ispessisce con il silenzio e l’indifferenza.

Giada Farrace