L’appello: “La mia bambina rapita e portata in Libia dal padre, Tajani mi aiuti”

ROMA – “Ho visto mia figlia per l’ultima volta il 9 ottobre in una videochiamata”. Poi il silenzio. E’ andata avanti così, facendo screenshot a quei pochi momenti di video in cui suo marito, Mohamed Abdallah Ali Bouamid, partito per la Libia per far visita alla sua famiglia e poi sparito nel nulla con la bambina, le faceva vedere la piccola Hager che il 29 gennaio compirà 5 anni. Federica Federici, romana, alla Dire lancia un appello per poter rivedere sua figlia: “Solo il ministro degli Esteri Tajani o il Viceministro, solo loro possono aiutare mia figlia e riportarla in Italia. L’Ambasciata a Tripoli e anche la Farnesina mi stanno supportando, mi hanno trovato anche un avvocato giù a Tripoli, ma il decreto di rimpatrio emesso dal Tribunale civile rimarrà lettera morta, come il penale dove tutto è fermo perchè l’uomo è irreperibile”.

Anche la famiglia di Ali Bouamid, la sorella che lavora agli Esteri ha smesso di risponderle al telefono. Federica è disperata, non si dà pace, è tornata dai suoi genitori per avere un supporto. La comunità musulmana che frequentava con suo marito le è stata d’aiuto. L’Imam della moschea dove andavano qui a Roma ha chiamato l’uomo che prima di sparire rispondeva al telefono, se pur evasivo.

La storia di Federica assomiglia a quella di altre famiglie miste dove spesso i padri tornano con i figli nei paesi d’origine facendo perdere le loro tracce. Ma per lei è stato un fulmine a ciel sereno.”Pochi giorni prima di partire mi aveva lasciato una rosa rossa, non eravamo assolutamente separati in casa”, risponde. Nessuna premonizione dice la donna che infatti si fida ciecamente.

All’inizio dopo la partenza l’uomo chiama spesso, poi una scusa dopo l’altra: “Bugie su bugie- racconta Federica-. Prima mi ha detto che la polizia aveva ritirato loro i passaporti, poi ho scoperto che non era vero, poi che doveva operarsi alle tonsille, a quel punto ho capito che non voleva tornare più. Vuole vivere lì con sua figlia”, questa l’idea che si è fatta.

“Oggi a Tripoli c’è l’udienza per il divorzio in cui lui chiede l’affido esclusivo della bambina. Io non posso esserci”, dice in lacrime la donna. L’uomo infatti “con la scusa di doverle rinnovare il permesso di soggiorno si è fatto spedire il passaporto”, seguendo un piano a quanto pare calcolato nei dettagli che Federica scopre solo a cose fatte, spiega ancora la donna. Oggi è riuscita a rifarlo, ma non ha il visto. La Libia è un paese senza governo, in mano alle milizie e qualcuno le ha detto che la piccola Hager con l’uomo che l’ha rapita, per la legge suo padre, fa avanti e indietro tra Tripoli e Bengasi. Ma della piccola non c’è traccia. “Chiedo aiuto a Tajani- dice la donna, rappresentata dall’avvocato Dulio Cortassa in un filo di voce- mi aiuti a riportare a casa mia figlia”.
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