La pandemia ha bruciato 330 mila posti di lavoro

AGI – Resta sostanzialmente stabile l’occupazione a settembre. Il numero di occupati, comunica l’Istat, è salito di 6.000 unità, sintesi, da un lato, dell’aumento osservato tra le donne, i dipendenti a tempo indeterminato e gli over 50 e, dall’altro, della diminuzione tra gli indipendenti e i 25-34enni. Nel complesso il tasso di occupazione sale al 58,2% (+0,1 punti percentuali). Il livello dell’occupazione è ancora inferiore, di quasi 330 mila unità, a quello di febbraio 2020 e rimane più elevato sia il numero di disoccupati, di circa 40 mila unità, sia quello degli inattivi, di oltre 220 mila unità.

Resta nettamente negativo anche il saldo annuo.

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