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Inaugurato anno accademico Università Scienze gastronomiche Pollenzo

AttualitàInaugurato anno accademico Università Scienze gastronomiche Pollenzo

Petrini: tra contadini e ambientalisti serve comprensione reciproca

Milano, 20 feb. (askanews) – Si è svolta oggi la cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2023-24 dell’Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo (Cuneo), il ventesimo dalla sua fondazione nel 2004. “Pollenzo deve essere il centro del futuro, quindi un laboratorio in attività costante e per fare questo occorre uno spirito critico che operi sulla nozione stessa di gastronomia. Possiamo e dobbiamo rovesciare la definizione stessa di gastronomia ‘conoscenza ragionata’ dei nutrimenti, in una società in cui la ragionevolezza e l’irragionevolezza delle conoscenze è gestita dall’alto, dai supermercati, dalla promozione pubblicitaria e dall’Intelligenza Artificiale” ha affermato nel corso della sua Lectio Magistralis, Alberto Capatti, primo rettore e tra i padri fondatori dell’ateneo, sottolineando che “dobbiamo conferire alla gastronomia un ruolo che non è quello di conoscenza ragionata o ragionevole ma di critica del sistema alimentare, quale esso sia, partendo dal presente e ritornando ad esso. Dobbiamo quindi riformulare tutto il nostro sistema alimentare con una visione critica che ne cancella i valori attualmente pubblicizzati” ha continuato, chiosando che “questo implica che l’insegnamento stesso della gastronomia parta da una autocritica che mette in evidenza uno spreco culturale di termini e di immagini”.

“Un altro passo sarà recuperare la politica, che è un approccio storico alla nutrizione e non va dimenticata. La politica è clima, sostenibilità, economia, regola la vita del contadino e la nostra stessa visione della natura e in quanto tale va studiata e promossa in tempi quanto mai difficili da interpretare” ha proseguito Capatti, aggiungendo che “un passo fondamentale sarà il confronto fra i 17 approcci diversi alle scienze gastronomiche, al fine di fare un bilancio complessivo del loro successo, aprendo l’esame ad altri Paesi, al fine di ipotizzare nuovi assetti disciplinari ed un nuovo esito della formazione. È auspicabile non solo un incontro, un congresso, ma la creazione di una agenzia italiana dell’insegnamento gastronomico – ha concluso – in grado appunto di creare il patrimonio didattico, al di là delle varianti universitarie”.

La cerimonia è stata chiusa dall’intervento del presidente dell’Ateneo, Carlo Petrini, che ha evidenziato l’importanza del tema della “formazione politica nel nostro ateneo” sollevata da Capatti, “in un momento in cui queste tematiche diventano così determinanti al punto che le manifestazioni di questi ultimi giorni, quelle con i trattori, riescono a scardinare l’impianto della politica alimentare europea. Ci troviamo infatti oggi con una politica ambientale sconquassata da queste proteste” ha continuato Petrini, sottolineando che “si tratta della tempesta perfetta perché siamo riusciti a mettere i contadini contro gli ambientalisti, mentre invece dovrebbe esserci dialogo e comprensione reciproca: quindi oggi più che mai dobbiamo prendere atto che le idee e le istanze fondative di questa università hanno trovato il giusto contesto”.

Il presidente dell’Ateneo piemontese ha poi precisato che “nell’anno del ventennale siamo chiamati a realizzare due obiettivi: inserire l’educazione alimentare nelle scuole di ogni ordine e grado, e sviluppare rapporti di interconnessione sulle culture alimentari del mondo”. ” A Pollenzo devono nascere gastronomi che abbiano un’idea diversa della gastronomia, non incentrata sul proprio ombelico” ha tenuto a dire, concludendo “le culture gastronomiche sono frutto del meticciato: nel meticciato c’è la forza dell’accoglienza e del capire gli altri e questo muta anche il linguaggio gastronomico. È questa l’effervescenza che si sperimenta a Pollenzo, che deve diventare la casa di tutta la biodiversità enogastronomica del mondo”.

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