Fondi negoziali: i cardini di un sistema previdenziale sostenibile

 

 “Il ruolo dei Fondi Negoziali per la crescita del sistema Paese” 

 

Il primo pilastro della previdenza, da solo, non è sufficiente a garantire un sistema pensionistico sostenibile ed adeguato. L’investimento nella previdenza complementare di secondo pilastro è quindi strategico e indispensabile all’interno della legislazione che conosciamo”.

Così il presidente del Fondo Perseo Sirio, Wladimiro Boccali (nella foto), nel corso del suo intervento alla presentazione del position paper Il ruolo dei Fondi Negoziali per la crescita del sistema Paese”, realizzato con il supporto di The European House-Ambrosetti.

“Avevamo bisogno di una visione organica del sistema pensionistico, e ci siamo riusciti grazie a questo studio”, ha proseguito Boccali.

L’incontro, moderato da Ferruccio De Bortoli, ha fornito numerosi spunti di riflessione sull’importanza del ruolo dei Fondi negoziali.

Il secondo pilastro, se supportato da investimenti strategici e con il contributo sostanziale della P.A., può oggi ricoprire un ruolo indispensabile per il corretto funzionamento dell’intero sistema previdenziale nazionale, il quale è attualmente incapace di fondarsi interamente sul primo pilastro.

Mario Padula, presidente della Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione, ha preso come riferimento la crescita del sistema Paese in paragone agli altri attori del panorama europeo, per analizzare il contributo che Fondi Pensione negoziali e Casse di Previdenza possono offrire: “Se l’obiettivo di trasformazione di contributi in prestazioni sarà realizzato, allora sarà realizzato anche l’obiettivo di contribuire alla crescita dell’economia italiana”.

Secondo Padula, aggiungere altri obiettivi sarebbe controproducente, con il rischio di danneggiare sia gli iscritti che tutta l’economia italiana.

Lorenzo Tavazzi, di The European House-Ambrosetti, ha quindi illustrato nel dettaglio il position paper in cui emergono 5 ambiti dai quali dipende la capacità del settore di essere un sostegno valido per il sistema Paese e per i lavoratori: riconoscibilità delle diverse forme pensionistiche, sia collettive che individuali, di sanità integrativa, collettiva ed individuale, nonché dei servizi di welfare aziendale; flessibilità e personalizzazione, oggi su livelli inferiori rispetto alle forme individuali, a fronte di eguali benefici fiscali, con una conseguente “compressione” del secondo pilastro rispetto alle forme di previdenza individuali; fiscalità, in quanto l’Italia adotta un modello di tassazione delle pensioni (ETT – Esenzione, Tassazione, Tassazione) con una fiscalità maggiormente penalizzante rispetto a quello prevalente in Europa; investimenti, in termini di finanziamenti diretti all’economia reale che sono ancora contenuti in Italia (3% rispetto al 40% medio europeo); comunicazione, in quanto persiste un problema di mancanza di informazione sul tema previdenziale, soprattutto tra i giovani e i dipendenti della Pubblica Amministrazione.

Guido Carpani, Capo di Gabinetto del Ministro per la Funzione Pubblica Fabiana Dadone – intervenuto in sostituzione di quest’ultima – ne ha riportato le considerazioni, in particolare, sul ruolo attivo del lavoratore, il quale “non è il cliente di un soggetto privato, ma attivo e partecipe di ente istituito con finalità solidaristica.

Ha il potere di eleggere i propri rappresentanti e scegliere amministratori. La genesi di questi istituti è ricercata nella consapevolezza degli amministratori di lavorare rispetto alle esigenze dei lavoratori di fruire di fondi complementari diversi da quelli del mercato”.

Nel suo intervento conclusivo, Boccali ha ringraziato il Governo rispetto all’impegno di istruire l’Aran (Agenzia Rappresentanza Negoziale Pubbliche Amministrazioni) per convocare le parti sociali, sindacati e datori di lavoro, e per la volontà di completare il processo attuativo della Legge di Bilancio del 2017, che consente di costruire quella modalità di piena informazione e libera scelta del lavoratore definita “strumento di adesione consapevole da parte del lavoratore”.

All’incontro hanno partecipato, inoltre, Philippe de Nouel, Head of Institutional Sales – Southern Europe at HSBC Global Asset Management, Antonio Mignone, Responsabile Investimenti Alternativi di Banco BPM e il presidente di Assofondipensione Giovanni Maggi che ha annunciato un incontro con tutti gli aderenti di Assofondipensione per confrontarsi e dare seguito alle tematiche e ai punti di attenzione emersi dal paper.

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