TORINO – Oggi pomeriggio al Grattacielo della Regione Piemonte si è tenuta la prima riunione per la riscrittura della convenzione sulla Stanza dell’Ascolto, la sezione dell’ospedale Sant’Anna di Torino contestata come luogo di sabotaggio della legge 194 sull’aborto da Cgil e dal movimento femminile “Se non ora quando” e chiusa da una sentenza del Tar Piemonte nei giorni scorsi a cui le due organizzazioni avevano fatto ricorso. L’obiettivo- spiega una nota diffusa dall’Assessore alle Politiche Sociali Maurizio Marrone- “è di predisporre un testo che recepisca appieno i contenuti indicati come obbligatori dal TAR Piemonte, potendo così riaprire la Stanza all’Ospedale Sant’Anna”. Al vertice erano presenti tra gli altri l’Assessore alla Sanità Federico Riboldi, il Direttore Sanitario dell’Ospedale Sant’Anna Umberto Fiandra e il presidente regionale della Federazione del Movimento per la Vita (FederviPA) e del CaV Rivoli Claudio Larocca.
In parallelo Marrone promuove appieno i risultati di ‘Vita Nascente’, “in particolare la collaborazione in rete tra i centri di aiuto alla vita da una parte e consultori ed ospedali dall’altra” che “dimostrano che le battaglie legali delle sinistre non intaccano fortunatamente il grande impegno del volontariato a sostegno della vita”.Nello specifico il Fondo Vita Nascente passando dai 460mila euro del 2023 a un milione del 2024 per “progetti finalizzati alla piena applicazione della Legge 194, che prevede la promozione del ‘valore sociale della maternità’, il sostegno delle gestanti in difficoltà e la tutela materno-infantile ‘contribuendo a far superare le cause che potrebbero indurre la donna all’interruzione della gravidanza’”, ha permesso secondo Marrone di accogliere e ricevere “oltre 800 donne, avviando percorsi di accompagnamento individualizzato per 618 mamme e donne in gravidanza”.Ogni mamma “è stata posta al centro di un progetto individuale di assistenza, pensato ed elaborato insieme, con colloqui di conoscenza e approfondimento al fine di valutare la situazione personale, economica e abitativa. Significativo è stato proprio il focus sui percorsi abitativi, con supporto nel pagamento di affitti/mutuo e utenze, riscontrati come nodali nel sostegno alle donne seguite, spesso esposte su questo versante, con bilanci familiari complessi ed appartamenti insufficienti per famiglie più numerose”.Secondo Marrone ci sono anche stati casi di “segnalazione diretta da parte dei Consultori familiari e dei Servizi Sociali riguardanti casi di fragilità materno-infantile, che hanno potuto così essere inseriti nel percorso di Vita Nascente”.
CONTICELLI (PD PIEMONTE): “MARRONE PROSEGUE CON L’IDEOLOGIA”
“Mentre l’assessore Marrone sciorina numeri che secondo lui proverebbero l’attenzione per il diritto alla maternità offrendo ancora una volta l’immagine della donna indissolubilmente legata a quella di madre, al Grattacielo della Regione Piemonte si è tenuta la prima riunione per la riscrittura della convenzione sulla Stanza dell’Ascolto. Invece di ricalibrare il fondo vita nascente, dopo i rilievi del TAR, l’assessore Marrone prosegue nella commistione ideologica fra applicazione della legge 194 e negazione dei diritti delle donne nell’autodeterminazione sul proprio corpo e sulla propria salute riproduttiva. E proprio nel momento in cui la Regione annuncia lo ‘spezzatino’ sull’ospedale Sant’Anna, dedicato alla salute femminile. Lo dichiara la consigliera regionale del PD Piemonte Nadia Conticelli. “Come può applicare la 194 con associazioni che hanno nello statuto il superamento della legge stessa? Perché parte dei fondi non vengono ridirezionati per il lavoro delle donne e per la formazione degli adulti, che hanno subito tagli? Come possono crescere i figli le donne con un pacco di pannolini o un bonus economico una tantum? Perché con quei fondi non si finanzia la legge sulla contraccezione gratuita in modo da agire a monte della 194, come peraltro previsto dalla legge stessa?”.
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