Disturbi del sonno: 13,4 milioni di italiani soffrono di insonnia ma il 46% non cerca cure

0
28

Un approccio integrato tra specialisti per affrontare una patologia sottovalutata

In Italia, 13,4 milioni di persone soffrono di disturbi respiratori del sonno di intensità moderata/grave, negli uomini sono più frequenti i disturbi respiratori del sonno (OSAS) mentre nelle donne è più frequente l’insonnia. Nelle donne i disturbi del sonno e le OSAS in particolare passano più facilmente inosservati perché culturalmente le donne attribuiscono la loro mancanza di sonno e stanchezza dovuta al lavoro, famiglia, figli ecc.

Un recente studi di CERGAS-BOCCONI stima che in Italia 27 milioni di persone soffrano di un disturbo respiratorio del sonno di qualsiasi entità e di questi 12 milioni abbiano un quadro di intensità moderata grave. Nonostante l’enorme diffusione del problema, lo stesso studio stima che solo 250.000 persone siano effettivamente curate. Una situazione che evidenzia la drammatica sottovalutazione di una patologia con risvolti economici importantissimi.

Il costo dei disturbi del sonno in Italia ammonta a 30 miliardi di euro annui, calcolando perdite di giornate lavorative, incidenti stradali e sul lavoro, oltre all’aggravamento di patologie come diabete, ipertensione e rischio cardiovascolare: “L’attenzione verso il sonno è sempre stata molto scarsa perché quando dormiamo siamo incoscienti, quindi non siamo in grado di raccontare ciò che accade”, spiega Alvise Cappello, odontoiatra specializzato in medicina del sonno che ha sviluppato un approccio multidisciplinare innovativo. “L’unico modo per indagare il sonno è con delle macchine, e fino a qualche anno fa le procedure erano solo ospedaliere e molto costose”.

Per rispondere a questa emergenza sanitaria, sta nascendo una nuova generazione di centri specializzati che integrano diverse competenze mediche. Nel centro diretto da Cappello lavorano insieme otorini, pneumologi, dietologi, neurologi e terapisti cognitivo-comportamentali, creando un modello che secondo un’azienda belga del settore rappresenta una delle sole cinque strutture private così complete in Europa. La vera rivoluzione arriva però dalla tecnologia diagnostica. Grazie a ricerche dell’Università di Pisa, è ora possibile utilizzare dispositivi indossabili simili a smartwatch per diagnosi affidabili a costi contenuti. “Abbiamo un dispositivo che con un costo di un centinaio di euro per un esame di 7-10 giorni, molto più accessibile rispetto agli esami ospedalieri tradizionali”, afferma Cappello. “Permette di individuare la tipologia di problema del paziente e personalizzare il trattamento dei casi più semplici, incluso il dosaggio ottimale di melatonina”.

L’approccio personalizzato si rivela fondamentale soprattutto per le donne, categoria particolarmente vulnerabile: “Le donne soffrono più facilmente di insonnia dei maschi e molto più facilmente di un quadro misto di insonnia e disturbo respiratorio del sonno che non viene riconosciuto”, evidenzia lo specialista. “Spesso la stanchezza viene attribuita al carico di lavoro domestico e professionale, ma in realtà è espressione di un disturbo del sonno non riconosciuto”. I disturbi del sonno si intrecciano con numerose altre patologie: il 50% dei diabetici di tipo 2 soffre di disturbi respiratori del sonno, così come il 50% dei pazienti con fibrillazione atriale. Molti uomini che ricorrono a farmaci per la disfunzione erettile sono in realtà russatori cronici con apnee notturne.

La medicina del sonno richiede un approccio che tenga conto dei cambiamenti del nostro stile di vita moderno: “Fino a quando Thomas Edison non ha inventato la lampadina elettrica, la nostra vita era regolata dall’andamento del sole”, osserva Cappello. “Oggi passiamo le serate con telefoni, computer e televisione, attività che hanno un effetto eccitante sul cervello e impediscono quel rallentamento dell’attività cerebrale fondamentale per dormire”. Per affrontare la carenza di specialisti e la frammentazione delle cure, è nata la rete ‘I Medici del Sonno’, una piattaforma che collegherà strutture specializzate su tutto il territorio nazionale. L’obiettivo è garantire un trattamento integrato evitando che i pazienti vengano ‘presi e mollati da soli’ con una semplice prescrizione di dispositivi senza follow-up adeguato.

Il mercato degli integratori per il sonno conferma la crescente attenzione al problema: nel 2023 sono state vendute 9,6 milioni di confezioni in Italia, più del doppio rispetto ai 3,8 milioni precedenti. Un segnale di una domanda crescente che però spesso non trova risposte mediche appropriate. La sfida ora è trasformare questa consapevolezza emergente in percorsi di cura strutturati e accessibili, superando la frammentazione attuale dove ‘raramente gli specialisti lavorano insieme‘ e, purtroppo nella sanità pubblica spesso i pazienti si trovano di fronte a tempi di attesa secolari o cure parziali che non affrontano la complessità multidisciplinare dei disturbi del sonno.