Sicurezza quantistica in cima all’agenda delle priorità informatiche
Quasi il settanta per cento delle imprese crede che il quantum computing sarà una delle principali minacce per la sicurezza informatica nei prossimi tre-cinque anni.
Questa conclusione emerge dal nuovo rapporto del Capgemini Research Institute, intitolato “Future Encrypted: Why Post-Quantum Cryptography Tops the New Cybersecurity Agenda”, che evidenzia come i rapidi sviluppi nel quantum computing stiano compromettendo l’efficacia degli algoritmi crittografici attuali.
Le minacce del tipo “harvest-now, decrypt-later” insieme a regolamenti più rigorosi e un panorama tecnologico in continuo cambiamento, stanno sollevando la questione della sicurezza quantistica come una delle principali priorità nel settore IT.
Tuttavia, sebbene vi sia una maggiore conoscenza del problema, molte imprese tendono a trascurare i pericoli associati al quantum computing, il che potrebbe comportare nel futuro possibili violazioni dei dati e sanzioni da parte delle autorità.
Secondo il rapporto, circa il sessantacinque percento delle organizzazioni è allarmato dall’aumento degli attacchi “harvest-now, decrypt-later”. Un sesto degli adottanti precoci prevede che il “Q-day” potrebbe arrivare entro cinque anni, mentre all’incirca il sessanta percento pensa che possa accadere entro un decennio.
“Prepararsi ad affrontare l’era quantistica significa comprendere che non si tratta di prevedere un momento preciso, ma di saper affrontare un rischio definitivo. Qualsiasi asset criptato oggi potrebbe diventare una vulnerabilità in futuro se le soluzioni di sicurezza post-quantum non vengono implementate in modo tempestivo. Agire con anticipo assicura la continuità operativa, la conformità alle normative e una fiducia duratura”, ha affermato Ernesto De Ruggiero, Managing Director di Cloud Infrastructure Services di Capgemini in Italia.
“Investire nella sicurezza quantistica non è un costo opzionale ma un approccio strategico, capace di trasformare un rischio imminente in un’pportunità di vantaggio competitivo. Le imprese che riconoscono rapidamente il suo valore saranno le più sicure dagli attacchi informatici futuri”.
Anche se i computer quantistici attuali non sono ancora in grado di infrangere i più comuni algoritmi di crittografia, settori ad alto rischio come quello della difesa e quello bancario stanno maggiormente promuovendo l’adozione di soluzioni considerate “quantum-safe”. Al contrario, settori rivolti al consumatore, come i beni di largo consumo e il retail, evidenziano minore urgenza.
Ciro Di Pietro
