L’Italia non cresce perchè non cresce la produttività
Il problema risiede nel fatto che l’Italia non progredisce poiché la produttività non aumenta e, di conseguenza, nemmeno gli stipendi crescono. Il lavoro non riesce a sollevare le persone dalla condizione di povertà.
Confcooperative sostiene che non sia il salario minimo, ma piuttosto la dignità e l’impegno nelle trattative contrattuali a dover essere valorizzati. Così ha dichiarato Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative, durante il congresso della Cisl.
Gardini ha sottolineato la sua posizione dicendo che “siamo oppositori del salario minimo e sostenitori di un salario equo, poiché riteniamo che la responsabilità di chi redige i contratti di lavoro debba guidare i processi di cambiamento e innovazione. Abbiamo voluto dare valore al patto tra i rappresentanti dei lavoratori e delle imprese partecipando a discussioni per creare le condizioni che possano offrire dignità, responsabilità e un compenso equo al lavoro”.
Riguardo al Pnrr, Gardini ha chiarito che sia con il ministro Raffaele Fitto che con Tommaso Foti “si è per la prima volta inclusa la partecipazione delle parti sociali in un tentativo di rettificare un Pnrr che non è stato concepito nel modo migliore, poiché ha riesumato progetti formulati per epoche passate. La situazione è cambiata. Il Paese necessita anche di rivedere il processo di approvazione, visto che ci sono ancora problemi in questo ambito”.
Ciro Di Pietro
