Anniversario Dalla Chiesa, ucciso dalla mafia 43 anni fa, Meloni: “Il suo ricordo guiderà ogni nostra azione”

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MILANO – L’Italia rende omaggio al Generale Carlo Alberto dalla Chiesa, ucciso 43 anni fa, il 3 settembre 1982, in un attentato mafioso, insieme alla moglie, Emanuela Setti Carraro e all’agente della scorta, Domenico Russo. Di seguito il ricordo del ministro della Giustizia Carlo Nordio, presente alla commemorazione tenuta a Milano, le parole di commemorazione della premier Giorgia Meloni e del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

NORDIO A MILANO COMMEMORA DALLA CHIESA: “DEMOLIMMO LE BR IN VENETO”

“Del generale Dalla Chiesa ho un ricordo affettuoso, perché insieme abbiamo condotto le indagini sulla colonna veneta delle Brigate Rosse nel 1981-82″. Così il ministro della Giustizia Carlo Nordio, intervenuto alla commemorazione in piazza Diaz a Milano del generale e di Emanuela Setti Carraro, uccisi dalla mafia nel 1982.”Il ricordo più lacerante- ha aggiunto- è l’incontro avvenuto pochi mesi prima della sua uccisione, quando era stato nominato prefetto ed era venuto a salutarci in procura a Venezia. Il nostro lavoro congiunto fu essenziale nella demolizione della colonna veneta delle Br”.Nordio ha definito Dalla Chiesa “un uomo di straordinario carisma, di grande senso dello Stato e anche di grande amabilità”. E ha concluso: “È per me di particolare commozione rappresentare il governo a una cerimonia di così alto significato”.

MELONI: “UOMO DI STATO CORAGGIOSO, IL SUO SACRIFICIO PER COMBATTERE MAFIA”

“In memoria del Generale Carlo Alberto dalla Chiesa, ucciso il 3 settembre 1982 in un vile attentato mafioso, insieme alla moglie, Emanuela Setti Carraro e all’agente della scorta, Domenico Russo. Un uomo di Stato, coraggioso e di profonda integrità morale, che ha sacrificato la sua vita per combattere la criminalità organizzata. Il suo ricordo vivrà sempre nei nostri cuori e guiderà ogni giorno ogni nostra azione”. Lo scrive sui social la premier Giorgia Meloni.

MATTARELLA: “LO SFORZO DI TUTTI CONTRO LA MAFIA È ESSENZIALE”

“Il 3 settembre 1982, nell’attentato di via Isidoro Carini a Palermo, la mafia assassinava il Prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa e la moglie Emanuela Setti Carraro, ferendo gravemente l’agente Domenico Russo, che morì alcuni giorni dopo”. Lo dice Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.”A quarantatré anni di distanza- aggiunge-, la memoria di quel vile agguato è, per l’intero Paese, un costante monito alla responsabilità e al comune impegno nella lotta alla mafia. Il Generale Dalla Chiesa, nei delicati incarichi ricoperti nel corso della sua lunga carriera, si spese con rigore contro il terrorismo e l’illegalità. Prefetto di Palermo, condusse, sino al sacrificio della vita, una coraggiosa battaglia contro l’insidiosa presenza criminale nell’isola, pur consapevole dell’altissimo rischio cui si stava esponendo”.”Al suo esempio di servizio alla Repubblica- dice ancora il capo dello stato- guardano donne e uomini della Magistratura, delle Forze dell’ordine, delle Pubbliche Amministrazioni, che, nella fedeltà al proprio dovere quotidiano, operano con passione per prevenire e contrastare le mire espansive delle diverse forme di criminalità organizzata”.”La pretesa delle consorterie malavitose di controllare con la prepotenza la vita dei territori- sottolinea Mattarella-, di condizionarne le scelte politico-amministrative, di orientare a fini illeciti le attività economiche, trova un argine decisivo nella capacità delle istituzioni, delle realtà associative, del mondo dell’impresa e del lavoro, di tutti i cittadini, di fare fronte comune per rinsaldare legalità e democrazia”.Per il capo dello stato “contro i germi dell’acquiescenza alla violenza è fondamentale operare per tenere viva la cultura del rispetto delle regole e dei diritti, diffondendola, in particolare, tra le giovani generazioni, con il contributo prezioso della scuola. Lo sforzo di tutti contro la mafia è essenziale per un duraturo progresso umano, sociale, economico, per promuovere le potenzialità di sviluppo dei territori, per costruire una società più coesa e giusta. Alle famiglie Dalla Chiesa, Setti Carraro e Russo rinnovo i sentimenti di vicinanza e riconoscenza della Repubblica”.
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